Agricola del Sole

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Domenica, 25 Luglio 2010 23:00

Nello splendido scenario offerto dal Pevero Golf Club, uno dei campi da golf più belli ed intriganti al mondo per varietà di paesaggi e per le difficoltà tecniche di gioco, ha avuto luogo, nella giornata del 24 luglio... 

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Domenica, 01 Agosto 2010 23:00

L'Agricola del Sole sarà una delle importanti Aziende che parteciperanno al Porto Cervo Food Festival: le eccellenze dell’agroalimentare sardo e del Made in Italy si incontreranno in questo magico contesto...  

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Sabato, 12 Giugno 2010 16:37

foto territorio frutteti

 

Per AGRICOLA DEL SOLE è una raccolta di soddisfazioni. La cura costante, profusa in tutto il periodo di riposo vegetativo, culmina nella raccolta di frutti polposi: momento in cui gli sforzi del passato assumono il sapore dolce dei loro succhi che imperlano le mani di chi li coglie.

La raccolta manuale, per questo più lenta e scrupolosa, si svolge in periodi diversi ma sempre nei mesi estivo/primaverili, in un arco di tempo che si estende dal mese di maggio (primizie) a quello di settembre (maturazione tardiva).

Colore e consistenza dei frutti guidano anche la raccolta scalare, ovvero la raccolta di frutti della stessa cultivar che, per diversa esposizione al sole o per eccessiva fruttificazione di alcuni rami, tendono a maturare con qualche giorno di ritardo.

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Sabato, 12 Giugno 2010 16:29

foto territorio uliveti

 

Impossibile non pensare a lui quando si parla di cucina. La sua presenza è indispensabile alla riuscita perfetta di molte preparazioni, sia cotte al forno sia fritte, sia cotte sui fornelli sia crude.
Il suo carattere fruttato si sposa benissimo con qualunque prodotto della terra, di cui esalta le intrinseche proprietà organolettiche.

Alla base dei tradizionali ragù domenicali, o dei freschi sughi di pomodoro pelato fatto in casa, c’è proprio lui, l’olio extravergine di oliva che sfrigola in pentola con la cipolla. Preparati da forno come focacce, pizze e panzerotti si arricchiscono di sapore grazie alla sua contenuta presenza. Utilizzato anche per il confezionamento di dolci caserecci, l’olio extravergine di oliva dà il meglio di sé degustato crudo.

Insalate, bruschette, melanzane e zucchine grigliate, verdure bollite, pesce bollito o al cartoccio rappresentano solo alcuni degli esempi in cui gli ingredienti di base, se sapientemente irrorati con ottimo olio extravergine di oliva, nascono a seconda vita e regalano sensazioni di gusto mai provate prima.

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Sabato, 12 Giugno 2010 16:28

foto territorio uliveti

 

Per sua natura l’olio appena prodotto presenta un valore di perossidi compreso tra 2 e 5 meq/kg. La loro formazione, e aumento in quantità, dipende dal contatto dell’olio extravergine di oliva con l’ossigeno dell’aria, il quale favorisce anche l’ossidazione degli acidi grassi. Di qui la necessità di conservare il prodotto in contenitori che lo proteggano dall’azione della luce e dell’aria, per un periodo massimo compreso tra i 15 e i 20 mesi, durante il quale l’olio utilizza tutto l’ossigeno presente al suo interno e raggiunge un massimo di 20 meq/kg di perossidi.

Ottimale risulta dunque la sua conservazione in ambienti freschi e asciutti, la cui temperatura si aggiri intorno ai 14°/15° e non superi mai i 20°, e poco luminosi, in quanto l’esposizione al sole ne potrebbe causare l’ossidazione, l’impoverimento delle qualità intrinseche e, nel peggiore dei casi, la rancidezza.

Le modalità di conservazione dell’olio extravergine d’oliva variano in base alle quantità disponibili. La bottiglia moresca, in vetro scuro ed opaco, è ideale per la conservazione di quantità limitate e di pronto utilizzo. Il contenitore in acciaio inox, invece, si presta benissimo alla conservazione di grandi quantità di prodotto: è impermeabile alla stregua della bottiglia e protegge integralmente dalla luce solare.

Se è vero che l’olio extravergine d’oliva può mantenere invariate per molto tempo le proprie caratteristiche chimiche e organolettiche, è altrettanto vero che solo una corretta conservazione rende tutto questo possibile.

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Sabato, 12 Giugno 2010 16:25

foto territorio uliveti

 

L’olio extravergine di oliva di Agricola del Sole rispetta ed esalta tutte le caratteristiche proprie dell’eccellente prodotto derivante dalla cultivar “Coratina”. Il suo colore, tendente al verde se di fresca spremitura, raggiunge una inconfondibile gradazione dorata accentuata dalla densità leggera. Vero e proprio nettare prezioso, si presenta con un tipico retrogusto amarognolo e un lieve senso di pizzicore, che valorizza le pietanze con cui si sposa provocando originali estasi di gusto.

Non c’è palato in grado di resistere al suo carattere fruttato deciso, ben più palpabile se consumato crudo. Non c’è alimento che non migliori il suo originario sapore se irrorato dalle sue tracce dorate. Scelta giusta del momento della raccolta e utilizzo del metodo tradizionale, stato sanitario ottimale delle olive, cura nella trasformazione, trattamento e stoccaggio del prodotto, fanno sì che l’olio extravergine d’oliva possa vantare pregevoli qualità chimiche e organolettiche di impossibile imitazione.

I sapori della terra con la sapienza dell’esperienza. Questo il connubio vincente di Agricola del Sole che, guidata dal suo amore rispettoso per la natura, riesce a conservare e a portare nei vostri piatti il sapore autentico della tradizione, dove serenità tipica dei paesaggi murgiani incontaminati e genuinità tipica della vita rupestre si incontrano nei suoni fascinosi del vento fra le chiome degli olivi.

Caratteristiche chimiche e valore energetico dell’olio extravergine d’oliva per 100 grammi

Acqua: tracce
Lipidi: 99,9 gr
Kcal: 899
Sodio e potassio: tracce
Ferro: 0,2 mg
Vtamina A: 36 mg
Vitamina E: 22,40 mg
Acidi Grassi:
Saturi 14,46
Monoinsaturi 72,95 g
Polinsaturi: 7,52 g
Colesterolo: 0 mg
Densità: media \ consistente
Acidità: 0,15\0,5

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Giovedì, 10 Giugno 2010 17:39

foto territorio uliveti

 

Successivamente alla raccolta (per bacchiatura e pettinatura), che a volte nelle nostre zone si prolunga fino al mese di gennaio, le olive vengono condotte presso il frantoio per essere sottoposte alle diverse fasi di lavorazione previste dalla spremitura a freddo. AGRICOLE DEL SOLE si affida a frantoi di fiducia, la cui igiene e scrupolosità nelle operazioni di estrazione e di controllo dell’intero processo produttivo è sinonimo di alta qualità.

MACINAZIONE
Non è altro che la frantumazione delle olive, le quali vengono sbriciolate attraverso la pressione di grosse ruote di granito, conosciute con il termine “molazze”. Sono loro che, girando molto lentamente e provocando una morbida pressione sulle olive, danno origine ad un amalgama omogeneo e vellutato, detto “pasta di olive”, il cui aroma intenso e vivo permea l’intera zona circostante e stuzzica non poco l’appetito. L’impasto non supera mai la temperatura ambiente (13° - 18°) ed è in grado di conferire sfumature delicate al sapore robusto e deciso dell’olio extravergine di oliva.

GRAMOLATURA
L’impeccabilità di questa delicata fase dipende dall’abilità e dall’esperienza del frantoiano. La gramolatura consiste nel rimestamento lento, dolce e continuo della “pasta di olive” appena ottenuta dalla fase di macinazione, al fine di unificare fra loro le molecole di olio che si sono separate dall’acqua. I tempi di permanenza delle olive nella gramola e la temperatura adatta a questo procedimento dipendono dallo stato di maturazione delle olive.

PRESSATURA
La pasta così rimestata viene disposta su dei diaframmi, tecnicamente detti fiscoli: impilati uno sull’altro, questi diaframmi vanno a comporre una sorta di torre che successivamente verrà adagiata sotto la pressa. La fase della pressatura è indispensabile per ottenere la separazione della parte liquida (mosto), che confluirà successivamente al separatore, dalla parte solida (sansa) che viene scartata.

SEPARAZIONE
Il mosto ottenuto dalla pressatura finisce, così, nel separatore, il quale funziona sfruttando la forza centrifuga. È il passaggio indispensabile affinché avvenga la separazione tra le particelle di olio e quelle dell’acqua di vegetazione che, come è risaputo, hanno pesi specifici diversi. Al termine di questa fase, l’olio extravergine di oliva viene conservato in grandi contenitori di acciaio inox 18/10, in ambienti freschi e non esposti alla luce del sole. Questo periodo di riposo è detto decantazione: avviene in maniera naturale e dura solitamente un paio di mesi. Seguono le fasi di imbottigliamento e commercializzazione.

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Giovedì, 10 Giugno 2010 17:27

foto territorio-12

 

Immediatamente riposti negli appositi contenitori, i grappoli dei vigneti AGRICOLA DEL SOLE iniziano il loro viaggio verso le cantine in cui avverrà la trasformazione in gustosi vini da tavola e preziosi vini IGT e DOCG.

Giunta in cantina l’uva viene pigiata e privata dei raspi (diraspata) facendo così confluire negli enormi tini soltanto gli acini. A questa prima pigiatura ne segue una seconda che serve ad estrarre ulteriore mosto.

Ispirata alla tradizione, ma affidata a innovativi strumenti tecnologici, la vinificazione commissionata da AGRICOLA DEL SOLE si differenzia, per necessità strutturali del prodotto finale, in due tecniche: “con macerazione” e “senza macerazione”.
La prima, riservata alla produzione dei vini rossi, contempla la mancata eliminazione della buccia nei primi giorni in cui il mosto inizia la fermentazione; la seconda, riservata alla produzione dei vini bianchi, ne contempla invece l’eliminazione, al fine di dar vita ad un vino con aromi persistenti, povero di tannini e difficilmente ossidabile.

Al di là del tipo di vinificazione attuata, il mosto subisce il trasferimento in enormi vasi, disinfettati con modeste quantità di anidride solforosa, ed entra appieno nella fase della fermentazione, la cui continuità è garantita dal controllo costante della temperatura compresa tra i 18° e i 20°. Avviene così la trasformazione degli zuccheri in alcol e anidride carbonica, operazione della durata di alcuni giorni.

Fasi immediatamente successive sono quelle del travaso e della filtrazione. Il nuovo tino che accoglie il mosto è del tutto impermeabile all’ossigeno e ospita temporaneamente il “vino” privato dei residui depositati sul fondo. Nel caso della vinificazione “con macerazione”, il mosto deve mantenere una temperatura costante di 26° e le bucce, portate in superficie dai gas sprigionati dalla fermentazione, vengono spinte di tanto in tanto in basso per ossigenare i lieviti e garantire il contatto con il mosto. Il mosto derivante dalla loro ulteriore pressatura viene unito a quello già prodotto e poi filtrato.

Terminata la fermentazione i vini vengono trasferiti in botti di rovere. Qui maturano e migliorano le loro caratteristiche organolettiche, aiutati dagli ambienti freschi delle cantine e dalle basse temperature dell’inverno.

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Martedì, 01 Giugno 2010 12:03

foto territorio castel del monte

 

Realizzato intorno al 1240 per volontà di Federico II di Svevia, il Castel del Monte diventa nel 1996 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per la perfetta armonia delle forme e delle proporzioni, per la commistione di influenze culturali diverse (nord Europa, universo musulmano, antichità classica) e per il suo essere considerato un vero capolavoro dell’architettura medievale.

Di forma ottagonale, il castello presenta in corrispondenza degli 8 spigoli altrettante torri, sempre di forma ottagonale, la stessa che caratterizza anche il cortile interno. Provvisto di monofore, bifore e di una sola trifora, rivolta verso Andria, l’edificio è costituito di breccia corallina, marmo e pietra calcarea, materiali responsabili del suo eterno colore cangiante. 8 le stanze per ciascuno dei due piani, 3 le scale a chiocciola che li raccordano.

Posizionato su un promontorio collinare, a 540 metri di altezza sul livello del mare, il Castel del Monte domina gli appezzamenti dell’Alta Murgia, ammantandoli del suo ancestrale mistero. Visibile anche a enormi distanze, la sua maestosità assume ulteriore fascino grazie al gioco di luci ed ombre provocate dal sole che, a qualunque ora della giornata, ne bacia le forme regolari seppur tra loro lievemente diverse.

Numerosi gli studiosi che hanno cercato di risolverne il mistero, numerose le ipotesi sulla sua funzione. Il dato certo è che il Castel del Monte non avesse una funzione militare e che invece rifletteva, in tutte le sue espressioni, la personalità del suo committente: una grande carica umana e pacifica, imbevuta di intelligenza, giustizia e ambizione, impreziosita dalla forte passione per l’astrologia e per la grandezza dell’arte al servizio del potere.

Diversi elementi, quali la presenza di stanze da bagno e di caminetti, la dovizia delle rifiniture e la matrice lussuosa dei reperti scultorei rinvenuti, fanno pensare anche ad una funzione residenziale del castello che, per la sua posizione, rappresentava un indiscutibile punto di riferimento per la navigazione di quel tempo.

Con la caduta degli svevi il Castel del Monte passa per le mani delle famiglie D’Angiò, D’Aragona e Carafa. Dal 1700 rimane incustodito e per questo esposto a furti e devastazioni, diventando rifugio per briganti, pastori e profughi politici. Acquistato dallo Stato italiano nel 1876, il castello viene da allora sottoposto a continui interventi di restauro.

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Martedì, 01 Giugno 2010 12:02

foto territorio-10

 

Istituito nel 2004 il Parco Nazionale dell’Alta Murgia comprende ben 13 Comuni, tutti ricadenti nella regione Puglia, per un’estensione pari a circa 68mila ettari di territorio di cui 11mila costituiti da residui boschivi di piante ad alto fusto.

L’idea di tutelare il significativo numero di specie faunistiche e floreali ha le sue radici già nei dibattiti politici degli anni ‘80, fino a sfociare nell’idea di costituire il Parco che si concretizza in un Disegno di Legge: siamo nel 1990 e la sua sottoscrizione avviene per mano di 18 Senatori appartenenti ai diversi schieramenti e partiti politici.

Zona protetta e area di rilevante pregio ambientale, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia nasce non solo per promuovere lo sviluppo di tutti i comparti connessi al settore agricolo, ma anche per porre un freno alle speculazioni e al deturpamento delle bellezze paesaggistiche.

Sapientemente regolata e sorvegliata, oggi la coltivazione dei terreni ricadenti nell’area Parco vive una nuova stagione e assume un valore prima d’ora non riconosciuto: i suoi prodotti conservano le tracce naturali di una storia difficile, ma soprattutto l’armonia dell’uomo con il territorio di appartenenza con cui finalmente riesce ad avviare un dialogo paritario, perché entrambi protagonisti dello sviluppo sostenibile e ragionato della terra natia.

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